giovedì 29 agosto 2013

Burqa di carne



Ho scoperto che esiste un premio che si chiama miss Chirurgia Estetica. Si è appena conclusa la quinta edizione a Bellaria-Igea Marina. Tra le sezioni del premio ci sono: Miss Mastoplastica Addittiva, Miss Glutei Rifatti, Misssonorifattapraticamente Tutta.

Non mi interessa riportare i nomi delle vincitrici, quanto piuttosto riflettere sul senso di questa iniziativa e sull'abitudine sempre più diffusa tra le donne di andare dal chirurgo estetico.
 
Perchè dobbiamo farlo? Perchè dobbiamo intervenire sul nostro corpo con la chirurgia estetica? 

martedì 20 agosto 2013

Vietato ballare sotto la pioggia



E’ una notizia dello scorso 23 giugno, ma poco o per niente se ne è parlato. A Chilas, in una località del Pakistan settentrionale, due sorelle di 15 e 16 anni, Basra e Sheza Noor, in un giorno di pioggia sono uscite con altri due bambini a ballare sotto la pioggia nel prato davanti casa e si sono fatte filmare con un cellulare. Il video è circolato su youtube e ha causato la tragedia: Kuthore, il fratellastro ventiduenne, ha giudicato il filmato lesivo dell'onore della famiglia e ha commissionato l'esecuzione delle due ragazze e della madre per ristabilire l'onore perduto. 

martedì 9 luglio 2013

"Le donne vendono, vendi le donne"

video


 “Come l’operaio si ritrova alienato nel suo stesso prodotto,
così grosso modo la donna trova la sua alienazione
nella commercializzazione del suo corpo”

Juliet Mitchell

“LE DONNE VENDONO, VENDI LE DONNE” è il primo film di montaggio del collettivo Un Altro Genere di Comunicazione. In poco più di venti minuti, il tentativo è quello di raccontare lo sfruttamento dei corpi femminili e la loro oggettivizzazione in nome di mercato, profitti, audience.

Perchè, soprattutto in Italia, persino le donne sono così abituate all'oggettivazione dei loro corpi, alla loro esposizione ad uso e consumo del piacere e del profitto altrui, che non ci fanno più caso.
APRIAMO GLI OCCHI!

mercoledì 3 luglio 2013

Chi censura chi?

                                                      
Al teatro Litta di Milano va in scena fino al 6 luglio lo spettacolo Il censore, scritto dal drammaturgo scozzese Anthony Neilson.
 E’ uno spettacolo sulle paure legate al sesso e sulla possibilità di vivere liberamente le proprie pulsioni sessuali.
  
La protagonista, Shirley Fontaine, è la regista di un film erotico che si ritrova ad essere aspramente criticata da un Censore addetto alla valutazione artistica e morale del suo film. 

sabato 22 giugno 2013

L'amore fisico


 
"L’amore fisico mi piace, te ne sarai accorto.. Ma il motivo per cui mi piace non sta nel brivido con cui ci inebria e ci consegna all’oblio. Sta nella compagnia che ci regala e con la quale ci rincuora, nel conforto che proviamo a possedere un corpo da cui si è attratti: unire il nostro corpo a quel corpo, sentircelo dentro e addosso. Alcuni sostengono che l’amore fisico non è che un mezzo per procreare, continuare la specie, ma si sbagliano di grosso. Se non fosse che questo, gli esseri umani si accoppierebbero soltanto quando hanno un uovo da fecondare cioè come gli animali. (Ammesso che gli animali si accoppino veramente per fecondar l’uovo e basta.) No, l’amore fisico è assai più di un mezzo per continuare la specie. E’ un mezzo per parlare, comunicare , farsi compagnia. E’ un discorso fatto con la pelle anziché con le parole. E, finché dura, niente strappa alla solitudine quanto la sua materialità. Niente riempie e arricchisce quanto la sua tangibilità. Però è anche la più potente droga che esista, la più grossa fabbrica di illusioni e di equivoci che la natura ci abbia fornito. La droga, appunto, dell’oblio. L’illusione che l’oblio duri per sempre. L’equivoco di venir amati con l’anima da chi ci ama esclusivamente col corpo, da chi per egoismo o paura rifiuta le assolutezze dell’amore, preferisce il falso succedaneo dell’amicizia. Il tuo caso.”
— Oriana Fallaci, L’amore fisico

martedì 7 maggio 2013

The girl effect

video


Si avvicina la Festa della Mamma... A tutte le donne dedico questo video, un altro mondo è possibile per noi e per le nostre figlie, impegnamoci: "The girl effect".