venerdì 20 maggio 2011

Io non ci sto



Quando nell’ottobre del 2009, durante una puntata di Porta a Porta, il presidente del consiglio Berlusconi ha insultato Rosy Bindi, vicepresidente della camera, dicendole “Lei è più bella che intelligente”, la Bindi gli ha risposto senza esitare un attimo “Presidente, io non sono una donna a sua disposizione”. In quel momento ho capito che in Italia forse c’è ancora speranza. 


C’è speranza di trovare donne come la Bindi che quando discutono non scendano sul piano triviale e volgare proposto dal presidente del Consiglio; c’è speranza di tenere la schiena dritta e andare avanti per la propria strada senza piegarsi a quelle logiche del compromesso che vorrebbero le donne in politica sessualmente attraenti e disponibili; e, soprattutto, c’è speranza, per una donna, di restare indifferente anche di fronte ad attacchi che vanno a colpire quello che la nostra cultura e la nostra società hanno fatto diventare il punto debole di ogni donna: l’approvazione del suo aspetto fisico.          

Continuando sul tema di donne che “non ci stanno”, voglio oggi pubblicare sul mio blog il manifesto poesia dal titolo “IO NON CI STO. Per una società libera dagli stereotipi.”  Partito con un’iniziativa di donne che volevano protestare contro il reality La pupa e il secchione (trasmesso su Italia 1 nella primavera del 2010), questo testo reclama la dignità della donna sui media e lancia una campagna volta a rompere le gabbie degli stereotipi di genere presenti sui media per favorire la diffusione di una cultura e di una mentalità paritaria.

IO NON CI STO ha inoltre pubblicato e diffuso una lettera aperta ai mezzi d'informazione italiani
contro il voyeurismo mediatico sui corpi delle donne, intensificatosi in particolare a seguito dei recenti scandali politici... Attualmente è in corso una Facebook Action promossa dalla stessa campagna per chiedere coerenza nelle scelte editoriali alla testate che difendono la dignità delle donne e che in questo momento stanno dando molta visibilità ai loro appelli e alle loro proteste.

IO NON CI STO
alla dittatura mediatica dell’avvenenza,
che mi fa esistere solo se bella o appetibile,
barattando il mio pensiero in nome di una magra
visibilità.

IO NON CI STO
ad essere solo corpo.
Da guardare,
da toccare,
da giudicare,
da mercificare.

IO NON CI STO
poiché conosco
cosa genera l’offerta della mia carne
sugli sguardi inconsapevoli.

IO  NON CI STO
e  pretendo rispetto
e che si dia spazio a tutte le mie
diversità.

                                               (Autrice Giorgia Vezzoli)

1 commento:

giorgia_v ha detto...

Grazie mille per il sostegno alla ns campagna! Grazie di cuore. La diffusione di questo banner è stata ed è ancoa come uno ztunami silenzioso che gira per la rete e che giorno dopo giorno avvicina persone che non si ponevano il problema alla nostra causa!
PS: ah, il mio cognome è Vezzoli non Vezzali ;))